Sternotherus spp

Classificazione

Regno: Animale
Phylum: Cordata
Subphylum: Vertebrata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Kinosternidae
Genere: Sternotherus
Specie: Sternotherus odoratus , Sternotherus carinatus, Sternotherus minor

Distribuzione

Il genere Sternotherus è diffuso nella parte meridionale del Canada, negli Stati Uniti e Messico.

Caratteristiche

Possono raggiungere una dimensione da aduti di 8-14 cm, con le femmine che normalmente hanno una taglia maggiore rispetto ai maschi.

In S.odoratus il carapace è rigido, ovale, di colore grigio/nero e ricoperto da linee e punti irregolari. Il piastrone, molto piccolo, è stretto posteriormente. S.odoratus presenta ai lati della testa, robusta e appuntita, due strisce di colore beige.

S.carinatus ha uno scudo superiore rigido rivestito da altri scudi esterni, di forma ovalare, marroncino. Le estremità laterali dello scudo superiore presentano inoltre un bordo dentellato. Lo scudo inferiore è di colore giallastro.

Alimentazione

Sternotherus spp sono tartarughe onnivore ma prevalentemente carnivore. In natura si cibano soprattutto principalmente di molluschi ed insetti acquatici, ma anche di gamberi, vongole, lombrichi, uova di pesce, pesci, girini e rane. In cattività è bene sommministrare loro una dieta il più possibile varia ed equilibrata. I giovani vanno alimentati giornalmente mentre gli adulti anche ogni tre giorni avendo tempi digestivi molto più lunghi rispetto ai giovani. La dieta deve esser a base di pesciolini d’acqua dolce come latterini, alborelle, sperlani. Questi pesci vanno somministrati (a seconda della taglia del soggetto) interi o tagliati a pezzettini; in ogni caso la tartaruga deve mangiare sia la testa, sia le lische, sia i visceri. Non si consiglia la somministrazione di filetti di pesce. Regolarmente devono assumere vegetali (soprattutto se adulte che costituisce il 30% della dieta) quali tarassaco, cicoria, indivia, trifoglio, scarola, riccia, chioggia. In commercio si possono trovare anche formulati in pellets che soddisfano buona parte delle loro esigenze nutrizionali ma vanno somministrati occasionalmente.

Inoltre, come integrazione, si dovrebbe lasciare a disposizione dell’animale un osso di seppia e, nei giovani, somministrare una-due volte a settimana vitamine per rettili (in polvere) mentre negli adulti ogni 10-15 giorni.

Occasionalmente possono esser somministrati lombrichi, cavallette, grilli o camole della farina.

Sono invece vietati alimenti come gamberetti liofilizzati per tartarughe, carne, formaggio, pane, prosciutto, croccantini per cani e gatti.

Allevamento all’aperto

Le Sternotherus possono essere allevate all’aperto se correttamente stabulate e se non ci troviamo in zone montane o molto fredde. Il laghetto che dovremo costruire dovrà essere di almeno 3 x 2 m e profondo almeno un metro con circa 30 cm di fondo fangoso per permettere loro di effettuare il letargo senza che la temperatura dell’acqua si abbassi a tal punto da comprometterne la vita. Le Sternotherus devono poter uscire facilmente dall’acqua ed avere a disposizione delle zone asciutte dove poter stare al sole o all’ombra così da potersi termoregolare; inoltre dobbiamo dotare il laghetto di tronchi di sughero che, galleggiando sull’acqua, permettono loro di fare basking e di argini non troppo ripidi per permettere alle tartarughe di uscire dall’acqua agevolmente o sostare in acque meno profonde vista la scarsa attitudine al nuoto di questa specie. È opportuno creare una zona con terriccio umido e sabbia per un eventuale deposizione. Fondamentale è la recinzione che dovremo fargli per impedire eventuali fughe: la rete deve essere profonda sotto il terreno almeno 30 cm e alta circa 50 cm. L’allevamento all’aperto è sicuramente la soluzione migliore.

Allevamento in acquaterrario

Le Sternotherus, se allevate in acquaterrario, vanno poste in una grossa vasca delle giuste dimensioni (almeno 50 x 30 cm per un adulto) dotata di un sistema di filtraggio per l’acqua e con una temperatura della stessa di circa 25°-26°C (ottenuta grazie ad un riscaldatore per acquari dotato di termostato).

Il livello dell’acqua deve permettere alla tartaruga di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra, ricordandosi che sono scarse nuotatrici e si limitano a camminare sul fondo piuttosto che nuotare. Le Sternotherus devono inoltre aver la possibilità di uscire dell’acqua agevolmente e raggiungere una zona asciutta (sassi non taglienti, tronchi o sughero pari al 30% della superficie acquatica) che dovrà avere un punto freddo ed uno caldo: il punto caldo deve raggiungere una temperatura di circa 30°-31°C. Questa temperatura viene ottenuta grazie ad una lampada a spot a wattaggio adeguato che mantenga la temperatura in zona calda. Inoltre è necessaria anche una lampada compatta o neon UVB 5.0 o 7.0 posta al massimo a 25 cm dall’animale. Il fotoperiodo dev’essere di 10-12 ore.

Riconoscimento dei sessi

La caratteristica più evidente tra i due sessi è la coda: nei maschi è molto larga alla base e con l’apertura cloacale verso l’estremità. Nelle femmine invece la coda più piccola e sottile ha l’apertura della cloaca posta vicino agli scuti anali. Un ulteriore dimorfismo è rappresentato dagli scuti anali: nei maschi sono meno accentuati rispetto alla femmina in cui coprono maggiormente la coda.

Il letargo

È importante non fare mai andare in letargo tartarughe che non sono in perfette condizioni di salute e che abbiano meno di tre-quattro anni. Questi soggetti vanno stabulati in acquaterrario durante le temperature rigide. È bene ricordarsi di pesare le tartarughe prima e dopo il letargo e controllare che non perdano più dell’1% del loro peso al mese. Dotate il laghetto di un termometro così da poter sempre controllare la temperatura dell’acqua che, per un corretto letargo, dovrebbe stare tra i 10 e i 5°C in quanto sotto i 4° rischiano la morte e tra i 10° e i 20° cominciano a riattivare il metabolismo senza tuttavia alimentarsi con il risultato di un grave dimagramento che anch’esso può diventare letale. Se il laghetto è abbastanza grande e profondo le tartarughe supereranno tranquillamente il letargo, l’importante è controllare che la temperatura sul fondo del laghetto non scenda sotto i 4°C. Le tartarughe cominceranno a prepararsi per il letargo a fine ottobre e generalmente entro fine marzo-inizio aprile usciranno dal letargo. Se il laghetto si ghiaccia è bene rompere in parte il ghiaccio per permettere lo scambio di ossigeno.