Pseudemys e Graptemys

Classificazione

Regno: Animale
Phylum: Cordata
 Subphylum: Vertebrata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Emydidae
Genere: Pseudemys
Specie: Pseudemys Concinna

Distribuzione

La Pseudemys concinna è diffusa in gran parte Virginia, nord della Florida, Texas orientale e Illinois meridionale.

 Colonizza habitat umidi come paludi, stagni con fondo fangoso, soleggiati e ricchi di vegetazione. Avendo una gran capacità di adattamento si possono trovare spesso in natura, in seguito ad abbandoni, in Italia, Francia, Spagna.

Caratteristiche

Pseudemys Concinna può arrivare a raggiungere i 32-35 cm nelle femmine (i maschi sono di dimensioni minori) e vive fino a circa 25-30 anni. Gli esemplari presentano il piastrone di color giallo intenso con diversi spot sugli scuti (che vengono sostituiti periodicamente), frutto di diverse ibridazioni; un ponte osseo unisce piastrone e carapace che si presenta soprattutto negli esemplari di giovane età di color verde brillante che tende a scurirsi con il passare degli anni fino ad un colore molto scuro quasi nero.

Alimentazione

Le Pseudemys Concinna è una specie onnivora, da adulta con abitudini erbivore. Può essere somministrato pesce d’acqua dolce (alborelle, trota, ecc.), insetti (grilli, lombrichi, cavallette, camole della farina), girini, piccoli invertebrati (chiocciole con guscio molto ricco di calcio) e cibi vegetali (tarassaco, cicoria selvatica, rucola, radicchio, lenticchie acquatiche, piante acquatiche di ogni tipo, ecc.). La parte vegetale può costituire un buon 20% della dieta dei giovani fino ad arrivare a 70% o più negli adulti. Si consiglia di somministrare con parsimonia frutta e carni bianche e rosse. Ogni tanto possono essere somministrati cibi in pellet di ottima marca ma senza abusarne. È buona norma lasciare sempre a disposizione un osso di seppia per fornire il calcio necessario. È necessario che la dieta sia estremamente varia per non incorrere a carenze di qualsiasi tipo.

Allevamento all’aperto

Le Pseudemys possono essere allevate all’aperto se correttamente stabulate e se non ci troviamo in zone montane o molto fredde. Il laghetto che dovremo costruire dovrà essere di almeno 3 x 2 m e profondo almeno un metro con circa 30 cm di fondo fangoso per permettere loro di effettuare il letargo senza che la temperatura dell’acqua si abbassi a tal punto da comprometterne la vita. Le trachemys devono poter uscire facilmente dall’acqua ed avere a disposizione delle zone asciutte dove poter stare al sole o all’ombra così da potersi termoregolare; inoltre dobbiamo dotare il laghetto di tronchi di sughero che, galleggiando sull’acqua, permettono loro di fare basking. È oppurtuno creare una zona con terriccio umido e sabbia per un eventuale deposizione. Fondamentale è la recinzione che dovremo fargli per impedire eventuali fughe: la rete deve essere profonda sotto il terreno almeno 30 cm e alta circa 50 cm. L’allevamento all’aperto è sicuramente la soluzione migliore.

Allevamento in acquaterrario

Le Trachemys, se allevate in acquaterrario, vanno poste in una grossa vasca delle giuste dimensioni (almeno 120 x 60 cm per un adulto) dotata di un sistema di filtraggio per l’acqua e con una temperatura della stessa di circa 24°-25°C (ottenuta grazie ad un riscaldatore per acquari dotato di termostato). Le trachemys devono inoltre aver la possibilità di uscire dell’acqua agevolmente e raggiungere una zona asciutta (pietra o sughero) che dovrà avere un punto freddo ed uno caldo: il punto caldo deve raggiungere una temperatura di circa 30°-31°C. Questa temperatura viene ottenuta grazie ad una lampada a spot a wattaggio adeguato che mantenga la temperatura in zona calda. Inoltre è necessaria anche una lampada compatta o neon UVB 5.0 o 7.0 posta al massimo a 30 cm dall’animale. Il fotoperiodo dev’essere di 10-12 ore.

Riconoscimento dei sessi

Il riconoscimento dei sessi è possibile con certezza quando i maschi raggiungono circa i 10 cm di diametro e le femmine i 18 cm: i maschi presentano le unghie delle zampe anteriori molto più lunghe (fino a 3 cm) che nella femmina; la base della coda è molto larga e l’apertura della cloaca è in prossimità della punta nel maschio, nella femmina invece l’apertura della cloaca è alla base della coda che si presenta molto più sottile. Il piastrone nei maschi è concavo (per facilitare l’accoppiamento) mentre nelle femmine è piatto.

Il letargo

E’ importante non fare mai andare in letargo tartarughe che non sono in perfette condizioni di salute e che abbiano meno di tre-quattro anni. Questi soggetti vanno stabulati in acquaterrario durante le temperature rigide. È bene ricordarsi di pesare le tartarughe prima e dopo il letargo e controllare che non perdano più dell’1% del loro peso al mese. Dotate il laghetto di un termometro così da poter sempre controllare la temperatura dell’acqua che, per un corretto letargo, dovrebbe stare tra i 10 e i 5°C in quanto sotto i 4° rischiano la morte e tra i 10° e i 20° cominciano a riattivare il metabolismo senza tuttavia alimentarsi con il risultato di un grave dimagramento che anch’esso può diventare letale. Se il laghetto è abbastanza grande e profondo le tartarughe supereranno tranquillamente il letargo, l’importante è controllare che la temperatura sul fondo del laghetto non scenda sotto i 4°C. Le tartarughe cominceranno a prepararsi per il letargo a fine ottobre e generalmente entro fine marzo-inizio aprile usciranno dal letargo. Se il laghetto si ghiaccia è bene rompere in parte il ghiaccio per permettere lo scambio di ossigeno.