Petauro dello zucchero

l petauro dello zucchero è un mammifero marsupiale, i feti si sviluppano nel corpo della madre senza che sia presente la placenta. La nascita si verifica dopo una gestazione brevissima, e il neonato è molto immaturo, simile ad un feto. Il resto del suo sviluppo è sostenuto esclusivamente dall’allattamento. In cattività il petauro può arrivare a vivere 12-15 anni, mentre in natura la vita media è di soli 5-7 anni. Un adulto misura circa 13-15 cm, e ha una coda altrettanto lunga, che serve come bilanciere per stabilizzare l’animale, soprattutto durante il volo planato. Il peso medio è di 140 g per i maschi e di 115 g per le femmine. La temperatura corporea è relativamente bassa se paragonata a quella dei mammiferi: 35°C.

Alloggio

La gabbia deve essere più spaziosa possibile e svilupparsi maggiormente in senso verticale, per sistemare dei rami su cui gli animali possano arrampicarsi. Le dimensioni ideali minime sono di 200 cm di larghezza e di 180 cm di altezza; in questo modo i rami possono essere abbastanza spaziati da permettere il volo planato.

Dal momento che in commercio non esistono gabbie per petauri, si può ripiegare su una voliera o una grossa gabbia per uccellini, oppure si può costruire una gabbia fatta in casa. La rete metallica utilizzata per le pareti deve avere le sbarre alla distanza massima di 6 mm. La parete di fondo e le due pareti laterali possono essere fatte di compensato, eventualmente rivestito di vernice lavabile; se si utilizza una vernice, deve essere di tipo non tossico, e lasciata asciugare perfettamente prima di collocarvi i petauri. La base della gabbia deve essere staccabile, per permettere una comoda pulizia. Sul fondo si possono collocare fogli di carta o segatura per facilitare la pulizia. Alcuni ripiani posti a diverse altezze permetteranno di ampliare la superficie utile e di collocare rifugi e recipienti del cibo.La gabbia deve essere collocata in una zona tranquilla, dove non ci sia costante passaggio di persone, rumore (televisione, radio, lavatrice) o altre cose che possano disturbare il sonno dei petauri.

Scegliete una zona luminosa  ma non esposta alla luce diretta del sole, che può surriscaldare l’interno della gabbia e causare grave disagio agli animali. La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C. Le temperature basse sono mal sopportate dai petauri. All’interno della gabbia si devono collocare diversi rifugi. Sono adatti allo scopo le casette per criceti, i nidi chiusi in vimini e le casette per uccellini, scatole di plastica con un foro, e simili. L’ingresso deve avere un diametro di almeno 4 cm. Se sono presenti delle femmine con dei piccoli è opportuno che l’apertura sia in alto o che comunque abbia il bordo rialzato, in modo che i piccoli non cadano all’esterno. Dentro la casetta-nido si può collocare della stoffa (attenzione ai fili, che possono arrotolarsi intorno alle zampe e bloccarne la circolazione). I rifugi vanno collocati in alto, per dare al petauro un maggior senso di sicurezza. I recipienti dell’acqua e del cibo devono essere posti nella parte alta della gabbia, e non collocati sotto i rami, perché non si sporchino con le deiezioni che cadono dall’alto. Si possono utilizzare contenitori di ceramica (troppo pesanti per essere rovesciati) o mangiatoie da fissare alle pareti, del tipo utilizzate per gli uccelli.

L’aggiunta di alcuni rami all’interno della gabbia è molto importante per ricreare un ambiente naturale e permettere al petauro di fare attività. I rami devono essere fissati bene, per evitare che cadano ferendo il piccolo marsupiale; quando sono sporchi vanno cambiati con altri rami freschi. Non utilizzate rami di piante resinose (tutte le conifere, come il pino e abete) o tossiche (oleandro, alloro), o trattate con sostanze nocive. Le foglie possono essere lasciate attaccate, perché forniranno ulteriori stimoli. Non mettete nella voliera piante ornamentali che volete conservare, perché sarebbero inesorabilmente distrutte dall’attività dei piccoli marsupiali. Le seguenti piante possono essere lasciate a disposizione, come rami e fiori, per essere consumate come alimenti: Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemum, Hakea. Oltre ai rami si possono attaccare alla gabbia tubi di cartone o in PVC, corde e scalette, che saranno sicuramente graditi ai piccoli petauri come attrezzi ginnici. I petauri gradiscono anche le ruote, come i criceti, tuttavia quelle con le sbarre aperte sono molto pericolose perché possono causare fratture agli arti, soprattutto se un petauro cerca di salire su una ruota in movimento utilizzata da un compagno di gabbia. Le ruote devono quindi avere il pavimento pieno, ed essere di taglia proporzionale al piccolo marsupiale. Ogni giorno si dovrebbe permettere al petauro di fare un po’ di esercizio fuori della gabbia. Questo deve avvenire di sera o di notte, tenendo le luci basse, e sempre sotto costante supervisione, per impedire che l’animale vada incontro a qualche pericolo.

Alimentazione

I petauri sono onnivori; in natura la dieta si basa soprattutto su sostanze zuccherine (la linfa di acacia ed eucalipto) e insetti (ricchi di proteine). Dal momento che in cattività non è possibile replicare con esattezza la dieta naturale della foresta pluviale australiana ci si deve basare su dei sostituiti, principalmente su frutta fresca dolce e verdure (che tuttavia in natura sono alimenti marginali), con una integrazione di proteine che devono rappresentare circa un quarto della dieta. Le varie fonti bibliografiche riportano molte variazioni su questa composizione di base, ed è difficile indicare qual è la dieta migliore. Tenete presente che una dieta corretta è di importanza fondamentale per la salute del petauro, dal momento che la maggior parte delle patologie riscontrate in cattività sono proprio causate da un’alimentazione errata.

I vegetali devono rappresentare il grosso della razione alimentare, e vanno preparati freschi ogni sera. La varietà è importante: ogni giorno devono essere presenti almeno quattro o cinque tipi diversi. I petauri hanno in generale una forte preferenza per la frutta dolce e matura; tutti i vegetali adatti all’alimentazione umana possono essere somministrati ai petauri, anche se poi i gusti individuali possono essere molto variabili; evitate con cura le parti verdi e le foglie di patate e pomodori, che sono tossici.

Tipi di frutta che in genere i petauri gradiscono sono ad esempio: fichi, mele, pere, banane, uva, papaia, mango, meloni, arance, kiwi, prugne. Come verdure si possono dare piselli dolci, patate americane, carote, mais dolce. Non è necessario ridurre frutta e verdura in minuscoli pezzetti, basta farne dei grossi pezzi. Se tuttavia il petauro tende a selezionare solo determinati bocconi, tutti gli alimenti possono essere frullati e ridotti in purea.

Frutta e verdura devono essere accuratamente lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi; l’ideale è utilizzare prodotti che derivano da coltivazioni biologiche. Al mattino gli alimenti che non sono stati consumati devono essere eliminati, prima che vadano a male.

Come fonte di proteine si somministrano insetti, uova, tofu. Le uova vanno somministrate bollite e sminuzzate. Il tofu (formaggio di soia) come fonte proteica è superiore a carne e uova, perché contiene una quota di calcio molto maggiore. Non tutti i petauri lo accettano, e per favorirne il consumo lo si può spezzettare e mischiare alla frutta, o a miele o yogurt.

Gli invertebrati (grilli, cavallette, lombrichi, camole del miele, tarme della farina, farfalle) sono molto graditi ai petauri. Molti invertebrati possono essere acquistati nei negozi che vendono rettili o in quelli di caccia e pesca. Gli insetti catturati all’aperto (o in casa) potrebbero essere contaminati da pesticidi, e rappresentare quindi un pericolo.

Grilli, cavallette e lombrichi sono superiori da punto di vista del contenuto in calcio; le tarme della farina e soprattutto le camole del miele sono invece molto povere di calcio e troppo ricche di grassi, e quindi vanno somministrate solo saltuariamente ed in quantità moderata. Prima di essere somministrati, gli invertebrati devono essere alimentati per un paio di giorni con un alimento molto ricco di vitamine e di calcio, oppure spolverati con l’integratore prima di essere offerti.

I petauri gradiscono anche consumare roditori morti, dai topini neonati (“pinkie”) ad animali più grandi; anche questi si possono acquistare nei negozi di rettili, e vanno comprati preferibilmente surgelati. Molti riportano che i petauri in cattività se ne hanno la possibilità cacciano e uccidono i topi, di cui poi si nutrono.

Lo yogurt e i fiocchi di latte sono una buona fonte di calcio e proteine, ma è preferibile evitare il latte e tutti i formaggi grassi e speziati.

I petauri hanno una netta preferenza per certi tipi di alimenti (frutta secca, semi, insetti) che, avendone la possibilità, consumano a discapito di altri tipi di cibo. E’ quindi importate sia evitare di dare alimenti inadatti (frutta secca e semi), sia fornire ogni sera una dieta bilanciata, lasciando a disposizione solo in quantità moderata gli alimenti preferiti, in modo che nell’arco della notte il petauro per sfamarsi consumi tutto il cibo lasciato a disposizione.

La dieta ideale non deve essere troppo grassa, e soprattutto deve contenere un adeguato rapporto calcio-fosforo, che è di 2:1. Ciò significa che nella razione quotidiana il cibo deve contenere calcio in quantità doppia rispetto al fosforo. È un risultato non facile da ottenere con i petauri, perché frutta, uova, carne e larve di insetto sono, in generale, povere di calcio e ricche di fosforo. Per ovviare a questo problema si deve ricorrere all’utilizzo di un buon integratore di calcio: osso di seppia, carbonato di calcio (in vendita in farmacia).  Empiricamente si può utilizzare un pizzico di calcio da spolverizzare sulla razione quotidiana.

Se avete una voliera con più soggetti, può essere una buona idea distribuire il cibo in più punti, per evitare dispute.

Alimenti da evitare

Non somministrate mai zucchero, dolcificanti, cioccolata, frutta candita, frutta disidratata (che oltretutto contiene conservanti pericolosi per i petauri). Le miscele di semi e di frutta secca (noci, arachidi, nocciole, ecc.) NON sono un alimento adatto ai petauri; contengono troppi grassi e troppo poco calcio, e con il tempo causano obesità e gravi problemi allo scheletro. Questi alimenti possono semmai essere utilizzati come bocconcini occasionali; evitate però la frutta secca salata e tostata. Non utilizzate frutta sciroppata in barattolo se è zuccherata, e comunque anche di quella non zuccherata non abusatene perché dal punto di vista nutritivo è nettamente inferiore a quella fresca. Le crocchette per cani e gatti sono troppo ricche di grassi, vitamina A e D, e in quantità eccessiva possono danneggiare la salute del petauro.

Riproduzione

La riproduzione in cattività è piuttosto facile. La maturità sessuale è raggiunta a 10-14 mesi dai maschi e a 8-12 mesi dalle femmine. In cattività la riproduzione può avvenire tutto l’anno, per la maggiore disponibilità di cibo proteico. Il ciclo estrale delle femmine dura 29 giorni (significa che vanno in calore e quindi si possono accoppiare ogni 29 giorni). In numero di nati per parto è di media di due, e la femmina può avere due-tre gravidanze all’anno.

La gravidanza dura appena 16 giorni, e il piccolo alla nascita è in sostanza un feto: pesa 0,19 grammi e misura appena 5 millimetri di lunghezza. Appena nato il minuscolo esserino deve trascinarsi nel marsupio della madre, dove proseguirà il suo sviluppo. Il viaggio verso il marsupio deve avvenire con le sue sole forze, senza alcun aiuto da parte della madre. Se il piccolo cadesse, non verrebbe recuperato e non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere. Nel marsupio il piccolo si attacca ad uno dei capezzoli presenti ed inizia a succhiare il latte. Mano a mano che il suo sviluppo procede, il marsupio si distende progressivamente, fino al punto di non riuscire più a contenere il piccolo petauro del quale infine si vedranno scorgere la coda e le zampe. Non cercate mai di guardare dentro la tasca per vedere il piccolo, e non cercate mai di tirarlo fuori. Dopo 70 giorni dal suo ingresso nel marsupio materno il piccolo non riesce più a starci dentro ed è costretto a fare la sua prima uscita; a questo stadio è completamente ricoperto di pelliccia, anche se più corta di quella dei genitori (foto). Gli occhi sono ancora chiusi, e si apriranno solo 7-10 giorni più tardi. Il piccolo continua a succhiare il latte materno introducendo la testa nel marsupio, ma rimane attaccato alla pancia o alla schiena dei genitori. Anche il padre, infatti, si prende amorevolmente cura del giovane petauro.

Lo svezzamento avviene circa a quattro mesi dalla nascita. A cinque mesi i giovani sono del tutto indipendenti e sanno procurarsi il cibo da soli.
Appena i piccoli aprono gli occhi è bene iniziare a prenderli in mano e coccolarli, perché si abituino al contatto umano e diventino docili ed affettuosi. Se intendete cedere i piccoli ad un nuovo proprietario, il momento ideale è a 4-6 settimane dall’apertura degli occhi, quando i piccoli sono ormai svezzati ma sono ancora abbastanza giovani da formare un forte legame affettivo con il nuovo padrone.

Introduzione di un nuovo soggetto

Se volete introdurre un nuovo petauro in una colonia già stabilita, oppure trovare un nuovo compagno ad un petauro che ha perso il partner, occorre agire con una certa prudenza per evitare lotte e ferimenti. Per prima cosa il nuovo soggetto non va messo subito insieme agli altri, ma deve subire un periodo di quarantena di almeno tre settimane, per controllare il suo stato di salute. In questo modo si eviterà che il nuovo soggetto possa trasmettere agli altri animali qualche agente infettivo.

Se al termine del periodo di quarantena il nuovo petauro non avrà mostrato alcun sintomo di malattia lo si potrà collocare nella voliera o nella gabbia dei vecchi soggetti. Questa operazione va fatta di giorno, mentre tutti dormono. Solitamente si osserverà un po’ di trambusto e di strilli, ma poi il nuovo arrivato verrà accettato e andrà a dormire con il resto della colonia. Se invece viene rifiutato (lo si osserverà dormire da solo in qualche punto della gabbia) o se le lotte sono particolarmente violente, va rimosso e collocato di nuovo in gabbia da solo. La sua gabbia va posta accanto a quella degli altri animali, e ogni giorno si deve scambiare la casetta nido tra le due gabbie, in modo da effettuare uno scambio reciproco dell’odore degli animali. Dopo una settimana si reintroduce il nuovo petauro, e si osserva la situazione. Se ancora non viene accettato si ripete l’operazione finché l’animale non viene accolto dal resto della colonia.

Prima di introdurre un piccolo con degli adulti dovete aspettare che abbia raggiunto una certa taglia, in modo che non cerchi di arrampicarsi sugli altri animali, che infastiditi lo potrebbero attaccare.

Cure

I petauri non richiedono vaccinazioni, tuttavia è bene far fare periodicamente una visita di controllo, in particolare subito dopo l’acquisto. Un esame delle feci permette di verificare la presenza di eventuali parassiti intestinali.

I petauri si tengono puliti da soli, e non è necessario lavarli. Se ce n’è bisogno, si possono accorciare le unghie, tagliando la puntina, per evitare che feriscano la pelle quando si arrampicano sul proprietario.