Cocorita
Classificazione
Classe: Aves
Ordine: Psittaciformes
Famiglia: Psittacidae
Sottofamiglia: Psittacinae
Tribù: Platycercini
Genere: Melopsittacus
Specie: M. undulatus
La cocorita è originaria delle aride pianure australiane e in natura vive in piccoli stormi (per questo motivo è un animale molto socievole che ama la compagnia e vivere con altri suoi simili).
Sono volatili molto belli, hanno le ali di colore nero e giallo mentre hanno un colore verde chiaro sia sull’addome sia sul dorso (colorazione originaria australiana).
Una delle peculiarità di questa specie è un’area rilevata intorno alle narici detta cera che ha una colorazione diversa nel maschio e nella femmina adulti: nel maschio è azzurra, nella femmina di colore marrone chiaro. Nei soggetti immaturi e in alcuni maschi è di colore rosa.
Sono volatili con una buona aspettativa di vita (vita media 10-15 anni): se correttamente alimentate e allevate possono anche superare i 20.
Alloggio
La cocorita deve essere alloggiata in una gabbia molto ampia, più larga che alta, per permetterle di volare orizzontalmente. La larghezza minima deve esser di 100 cm e deve essere costituita d’acciaio non rivestito da vernice e non da altri materiali in quanto tossici (piombo, zinco, rame).
La gabbia deve essere dotata di diversi posatoi di varie dimensioni e tali da consentire alla zampa di circondarli senza che le dita si tocchino.
Inoltre non devono mai mancare giochi in legno o funi e i contenitori per il cibo e per l’acqua (che devono essere tanti quanti gli ospiti della gabbia). I fogli di giornale sono il materiale migliore da utilizzare come fondo che va cambiato tutti i giorni.
La gabbia deve essere collocata in una stanza dove ci siano persone per buona parte del tempo, tuttavia non va collocata in cucina in quanto l’ambiente può esser pericoloso per l’emissione dei vapori tossici delle pentole.
Durante la notte è indispensabile che l’ambiente sia buio e silenzioso, per consentire agli ondulati di dormire indisturbati. Inoltre la gabbia deve esser lontana da correnti d’aria, dalla luce diretta del sole e da possibili predatori come cani e gatti.
È possibile permettere ai pappagallini di uscire dalla loro gabbia se si dispone di una stanza sicura e non pericolosa. È importante quindi chiudere porte, finestre ed evitare incidenti quali ustioni, avvelenamenti o annegamenti.
Alimentazione
La dieta di queste specie va suddivisa, come per gli altri pappagalli, in alimento secco (sempre a disposizione) e fresco (da cambiare giornalmente, possibilmente in ciotole non di metallo):
- Secco (12-14% del peso corporeo del pappagallo adulto):
- misto semi per cocorite (più magro) o, in alternativa, estrusi: al posto del misto semi o assieme ad essi, possono essere dati gli estrusi, un alimento completo (tipo di alimentazione a crocchette che presenta molti pregi, senza dubbio, igienico, facile da somministrare, di solito ben equilibrato dal punto di vista nutrizionale, ma che non sostituirà mai del tutto il cibo fresco). Es. Psittacus, NutriBird, Harrison’s.
- Legumi e cereali, sempre cotti, come lenticchie, riso, quinoa, cous cous, volendo anche pasta integrale o di legumi… Dare solo una volta raggiunta la temperatura ambiente mischiando con le verdure e frutta.
- Fresco (10% del peso):
- mix a prevalenza di verdure a foglia verde, frutta, preferendo quella non dolce e soprattutto durante la crescita
- pastoncino: va somministrato quotidianamente nel caso stiano allevando dei piccoli (o, in taluni casi, nei periodi di muta); in alternativa si può proporre uovo (preferibilmente albume) un paio di volte a settimana nei suddetti periodi (scelta da preferire) o insetti (camole della farina)
- Osso di seppia: va tenuto costantemente all’interno della gabbia, fornisce calcio e sali minerali indispensabili per l’organismo.
I frutti preferibili sono: mela, pera, arancia, melone, cocomero, prugna, kiwi, ciliegia, fragola. In ogni caso, più l’alimentazione è varia meglio è; somministrare in quantità limitata.
Tra le verdure: radicchio, carota, cetriolo, peperoni e peperoncini, anche piccanti (non presentano recettori per la capsaicina), cicoria, rucola, zucchina, piselli, erbe prative (centocchio, bianco, graminacee…).
Tra gli alimenti da evitare: cioccolato, miele, dolci e marmellate, lievitati, alimenti salati o conditi, avocado, semi di pesca, di albicocca e di prugna.
Si consiglia di utilizzare il cibo più appetibile per praticare il così detto “foraging” (ricerca del cibo).
Riproduzione
Le cocorite diventano sessualmente mature a 6 mesi circa di età, ma è meglio non iniziare a riprodurle fino ad almeno 10 mesi, perché siano completamente mature. La stagione riproduttiva va dalla primavera all’autunno. Il maschio pronto a riprodursi ha una cera di colore blu e offre il cibo in bocca alla femmina, mentre la femmina ha la cera marrone e rigurgita il cibo come se avesse dei piccoli da nutrire. Per permettere la riproduzione occorre lasciare a disposizione della coppia un nido. La femmina depone 5-6 uova per covata.
Per bloccare la riproduzione dopo una o al massimo due covate, si deve togliere il nido o separare la coppia.
La femmina depone un uovo ogni 48 ore. La schiusa di ciascun uovo richiede 18 giorni. Durante la cova la femmina non lascia il nido e viene alimentata dal maschio. I piccoli vengono nutriti dalla madre fino a che non lasciano il nido e iniziano a mangiare come i genitori, a circa 7 settimane di vita. Mentre alimentano i piccoli, i genitori devono avere costantemente cibo a disposizione in abbondanza. I figli non devono essere separati dai genitori fino a che non vi sia la certezza che siano perfettamente in grado di alimentarsi ed abbeverarsi da soli.
I piccoli possono essere manipolati alcuni minuti al giorno a partire dai 10 giorni di età, evitando di esporli a una luce intensa dal momento che sono abituati al buio del nido. In tal modo crescono abituati al contatto umano e docili.
La femmina può deporre uova anche in assenza del maschio, in tal caso le cova per circa una settimana e poi le abbandona quando realizza che non sono fertili.
Se alla femmina vengono sistematicamente portate via le uova, continuerà a deporle per settimane, cosa che comporta un grave stress al suo organismo e forti carenze minerali. Questo problema, detto ovodeposizione cronica, può essere prevenuto con diversi accorgimenti. Per prima cosa, le uova non vanno tolte dal nido ma lasciate covare fino a che la femmina si stufa o le si può togliere non prima che sia passata almeno una settimana dalla deposizione dell’ultimo uovo della covata.
Se la femmina depone frequentemente uova ed appare in estro, seguire le seguenti indicazioni per abbassare la carica ormonale ed evitare la deposizione continua:
- Modificare l’ambiente, per renderlo, agli occhi della cocorita, meno adatto alla cova perché meno sicuro. A tal fine, è indicato cambiare di posto i posatoi e le mangiatoie e spostare la gabbia in stanze o posizioni diverse.
- Nelle gabbie delle femmine sole non si deve mettere a disposizione il nido e si deve rendere inaccessibile qualunque luogo od oggetto che la calopsitta identifichi come tale. Non si devono applicare specchi.
- Le femmine non vanno mai accarezzate sul dorso e/o sulle ali, ma solo sulla testa. Nei periodi di estro in cui la femmina manifesta la volontà di accoppiarsi, ridurre al minimo le coccole perché il grooming è uno stimolo alla deposizione.
- Eliminare qualunque oggetto su cui la cocorita, maschio o femmina, tenta di accoppiarsi ( es: posatoi, ciotole o giochi) e scoraggiare questo comportamento se lo manifesta nei confronti del proprietario.
- Accorciare il fotoperiodo coprendo con un telo la gabbia la sera e scoprendola la mattina, in modo che le ore di luce siano ridotte a 8-10 al giorno.
- Somministrare una dieta a basso contenuto di grassi e carboidrati e priva di vegetali freschi: l’ideale è una dieta a base di estrusi, senza alcuna integrazione di frutta e verdura, per alcuni mesi. Se il pappagallo non è abituato a mangiare estrusi, lasciarli lo stesso a disposizione in una ciotola a parte e diminuire la quota di semi giornaliera, somministrando un misto semi senza girasole( es: Jr Farm disponibile sul sito zooplus). È importante tenere monitorato il peso con una bilancia di precisione da cucina, in modo da assicurarsi che non ci sia un calo di peso eccessivo.
- Evitare di somministrare alimenti al di fuori della dieta sopra indicata e non fornirli dalle mani.
- Stimolare la cocorita a muoversi permettendole di uscire spesso dalla gabbia in modo che possa sfogare le energie che accumula.
- Distrarlo e tenerlo occupato con il foraging. ( Es. scatola di cartone con dentro striscioline di carta strappate e nascosti in mezzo dei semini).
Nei casi più gravi il veterinario può somministrare dei prodotti ormonali per inibire la produzione di uova.
Fuori dalla gabbia
Le cocorite amano volare: permettere loro di fare esercizio ed esplorare l’ambiente è la situazione ideale per la loro salute psicofisica. Sarebbe quindi opportuno lasciarle uscire dalla gabbia regolarmente tutti i giorni. Premessa alla libera uscita è aver instaurato con l’animale un buon rapporto di fiducia e avergli insegnato a salire sul dito a comando; se la cocorita vola via terrorizzata ogni volta che vi avvicinate, diventa complicato rimetterla nella gabbia quando decidete voi.
La stanza in cui liberare la cocorita deve essere a prova di fughe e incidenti. Le finestre devono essere chiuse, con i vetri coperti (ad esempio con una tenda) per evitare che l’uccello vi vada a sbattere contro. I vari pericoli a cui può andare incontro la cocorita libera nella stanza sono:
- annegamento (bacinelle o pentole piene d’acqua, la tazza del water)
- ustioni (caminetti, stufe, fornelli, candele o piastre elettriche accesi)
- folgorazione (fili elettrici)
- avvelenamento (sigarette, farmaci, cioccolata, prodotti per la casa, piccoli oggetti di zinco o piombo)
Ovviamente cani, gatti e furetti eventualmente presenti vanno tenuti fuori dalla stanza. Attenzione anche a non calpestare o schiacciare inavvertitamente l’animale, alle sedie a dondolo o ai ventilatori da soffitto.
Tra un volo e l’altro la cocorita cercherà di appollaiarsi più in altro possibile (in genere in cima alle tende).Una volta rimessa nella gabbia, offrite alla cocorita uno dei bocconcini preferiti.